Conoscete Susan Bennett? Probabilmente sì... è la voce di Siri!

scritto da Fabio

Quando la tua voce è una delle più diffuse e conosciute al mondo, ma nessuno ti riconosce.
Questo è lo strano caso di Susan Bennett, la cui voce è stata tra le mani di oltre 100 milioni di persone. A sua insaputa, infatti, è proprio lei a rispondere alle milioni di domande che sono state fatte a SIRI nel corso di tutti questi anni. Ma com'è possibile diventare la voce più popolare dell'azienda di tecnologia con più successo del pianeta, e non saperlo?

La storia di Susan Bennett come detto è davvero particolare ed inizia a metà anni '70 quando la sua voce viene ingaggiata dalla McDonald & Little per rendere più "umani" i primi sportelli ATM e invogliare così la gente a ritirare il denaro, senza andare in banca. Negli anni '80 e '90 continua a prestare servizio per GPS e sistemi di risposta interattiva, ma è nel 2005 che la sua vita cambia, anche se nessuno lo sa ancora: per circa un mese registra un grandissimo numero di parole (spesso senza un senso) per la ScanSoft, che poi, per merito dei programmatori sono diventate le risposte che Siri dà a tutte le nostre domande.
È il 4 ottobre 2011 quando Apple lancia ufficialmente Siri all'interno del suo iOS 5 e Susan scopre che la sua voce è entrata a far parte del sistema operativo più venduto al mondo: "Un collega doppiatore mi ha scritto 'Stiamo giocando con questo nuovo iPhone, non è la tua voce quella che sentiamo?' Così sono andata sul sito Apple ad ascoltare ed ho esclamato: 'Oh mio Dio, sì sono io. Wow! Com'è successo?"
Apple non ha comunque mai ammesso che Susan fosse la voce ufficiale di Siri, non è mai stata pagata oltre quanto ottenuto durante il mese nella cabina di registrazione, e poi da iOS 7 in poi, tutte le voci originali Siri sono state sostituite.

Pur senza saperlo, ad ogni modo, la Bennett ha reso per la prima volta una artificial intelligence "umana", creando un notevole distacco tra la tecnologia pre-Siri e tutto quello venuto dopo. Un cambiamento involontario, ma nel suo piccolo epocale.

Photo